Oggi, 1 giugno 2008, è per me una giornata importante, una data che in passato ho atteso, una data che avrebbe cambiato Trieste: l’inaugurazione dell’Expo. Quanti come me hanno creduto in questa data e si sono battuti perchè si realizzasse a Trieste, oggi non possono non ricordare le fatiche fatte nel 2004 e fare un bilancio dopo 4 anni. Già, 4 anni, un periodo non troppo lontano ma durante il quale Trieste avrebbe potuto cambiare radicalmente. Trieste invece è cambiata ben poco. Oggi anzichè gioire in piazza per il tanto atteso Expo, si presenta tranquilla, quasi deserta, il sole splende e molti negozi sono chiusi siccome è domenica. Il Porto Vecchio è totalmente fermo come al 1918, non c’è nessuna manifestazione o spettacolo interessante nemmeno nelle ore notturne, i pochi locali rimasti in città devono chiudere i battenti alle 23. I servizi pubblici (treni e bus) sono aumentati di prezzo e scesi di qualità e di quantità, per non dire che fra 7 giorni entra in vigore l’orario estivo con ancora meno corse. Del progetto di riqualificazione di Trieste Nord è rimasta solo l’intenzione inutile di riqualificare Piazza Libertà (al motto “xè i soldi, dovemo far”). Addio passanti in quota per le macchine e riqualificazione delle zone degradate. Il Piano del Traffico è sempre lì in un cassetto assieme al Piano Regolatore. Le rive sono riqualificate ma non c’è l’ombra di una pista ciclabile. La popolazione è diminuita, il mercato del lavoro è calato e molti esercizi commerciali hanno abassato le serrande, costretti a chiudere. Le navi bianche attraccano alla Stazione Marittima, scendono i passeggeri ed i pullman per Venezia li aspettano al molo. Trieste guarda. Sono cadute le frontiere ma oltre alla Metro Leggera provinciale non ci sono progetti di cooperazione internazionale, anzi alcuni pensano di ripristinare i controlli ai valichi. La Ferriera è sempre lì, il Magazzino vini pure. Il verde è diminuito ed i massimi progetti per la città si chiamano Ponte Bailey ed ex Rogers. Trieste intanto aspetta. Ancora una volta si è persa un’occasione. Ancora una volta “no xe pol“.
In Regione si sa, a volte si affrontano problemi veramente importanti, problemi che colpiscono la gente, per i quali la gente si preoccupa, e che a volte solo alcuni Consiglieri si prendono cura e sanno risolvere.
Nel 2006 in Consiglio Regionale, a seguito di una nuova grafica del logo della Regione FVG raffiugurante un’aquila ad ali spiegate, apparse questa interrogazione firmata dal Consigliere di Forza Italia, Piero Camber (il fratello meno-bello di Giulio) nella quale appunto si legge:
L’uccello preso a simbolo come nuovo logo della Regione appare di dubbia origine e di improbabile classificazione di specie, quindi potrebbe risultare essere un soggetto a rischio rispetto alle sindrome che colpisce attualmente le specie volatili migratorie, di qui sarebbe opportuno prevedere una “quarantena” del soggetto, al fine di una verifica dell’innocuità, perlomeno sul piano giuridico
Credo che tutti noi, solidali a questa iniziativa non possiamo che essere concordi nell’esprimere delle preoccupazioni concrete per il povero volatile ambiguo, certi – però del fatto – che dell’uccello se ne già occupato Piero.
Maria Rosaria Carfagna è stata nominata pochi giorni fa Ministro per le Pari Opportunità nel 4° Governo Berlusconi.
Di lei hanno discusso giornali italiani, giornali stranieri e blogger di ogni genere. Pertanto mi limiterò a dire che è diplomata presso il Liceo scientifico “Giovanni da Procida” di Salerno e che ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Fisciano (SA) con una tesi in Diritto dell’informazione e sistema radiotelevisivo. Dopo aver partecipato a Miss Italia nel 1997 ha lavorato in alcuni programmi RAI e Mediaset, tra i quali Domenica IN, Piazza Grande e la Domenica nel Villaggio. Di certo il fulcro di ogni dibattito ed articolo è stato il suo passato di showgirl che la vista protagonista di diversi scatti “artistici” nonchè di alcune sue comparsate televisive un po’ “evidenti”. Augurando al Ministro buon lavoro non posso notare che la battuta del grande Benigni vien da se: “Facce vedé el ministero”
Il Sig. Vicesindaco di Trieste, l’ex ultras Paris Lippi, ha mandato oggi un lungo comunicato stampa intitolato “Lippi: è tempo delle scelte per Trieste“, lo potete leggere sul sito degli amici di Bora.La che lo hanno pubblicato qui.
La mia prima impressione, leggendo tra le righe del comunicato argomenti quali rigassificatore nel Golfo di Trieste, Acegas, Enti di ricerca, Porto Vecchio, Ferriera di Servola, rilancio turistico della città etc. è che non c’è nulla di nuovo. Mi sono subito tranquillizzato. Nessuna nuova trovata assurda perlomeno, nessuna sparata per riempire le pagine del Piccolo di domani. Allora mi sono chiesto: ma se il Sig. Vicesindaco ha scritto pagine e pagine per poi non dire in sostanza niente di nuovo, che senso ha questo suo comunicato? Riflettendo sulla sua mancata elezione regionale, nonché sulla mancata poltrona di Assessore della Giunta Tondo, rimasto solo nell’aria tra i papabili, mi chiedo se questa lettera sia più un segno per dire “ci sono anche io” agli alleati e ai politici di coalizione? Mah, comunque, poco importa. Lippi & Co. sono al governo della nostra città da 7 anni ma solo oggi li viene in mente che “è tempo delle scelte”. Dunque è vero: fino ad oggi abbiamo vissuto nel “tempo delle NON-scelte”. E’ dal 2001 che parlano di abbattere il Magazzino Vini, chiudere la Ferriera, abolire l’ICI, il piano del Traffico, il Piano regolatore, i parcheggi, aumentare i posti nei nido, etc. Caro Vicesindaco, oggi è il tempo di raccontare in un comunicato le cose fatte e le prospettive future, sempre che esistano. Dopo sette anni di NON-SCELTE posso dire che oggi il tempo è scaduto. Time out.
Assistiamo, tristemente, ancora una volta ad un episodio di mala politica: i recenti fatti, appresi dalla stampa locale, che vedono coinvolti alcuni amministratori ed esponenti politici di Partiti a tutti ben noti.
Ritengo inaccettabile che si verifichino tali episodi, già noti e di per se scandalosi al Parlamento italiano ora anche nei consigli e nelle amministrazioni della nostra Regione e Provincia. Come possono fare le leggi, persone che le leggi le infrangono e per questo vengono condannate?! E’ parodossale.
Ritengo sia etico da parte di amministratori condannati dimettersi dai loro impieghi pubblici, ma a nessuno questo sembra interessare, e infatti tutto tace. Ai Partiti si vede non interessa appunto, oppure, come sembra, non intendono difendere la morale nei confronti di chi la legge la rispetta.
Come Cittadini abbiamo sempre incentrato l’etica e la trasparenza nella nostra politica di Lista Civica, siamo stati gli unici a presentare agli elettori nelle recenti elezioni regionali un documento denominato “lista pulita” nel quale i candidati sottoscrivevano di non avere carichi pendenti e di non essere stati mai sottoposti a misure di prevenzione e non essere a conoscenza di procedimenti penali a proprio carico.
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