- Concordare i pronomi con il suo antecedente.
- Non usare virgole, che non sono, necessarie.
- Il verbo devono concordare con il soggetto.
- E’ importante un’ uso corretto dell’apostrofo.
- Bisogna che si sappi usare il congiuntivo.
- E’ importante servirsi del pronome relativo che si collegano le frasi e si evitano ripetizioni.
- Rileggere sempre ciò che si è scritto per vedere se qualche parola.
- L’ ortografia è esenziale
Sono passati otto mesi da quando Oliver è nato. In questo tempo non ha imparato niente. E’ giusto così. Lui sa fare le cose sue. Lo stretto necessario. Non sa fare nulla del tipo dare la zampa, riportare un oggetto, stare al passo, etc. Cose che umani-allevatori decidono per loro divertimento/utilità di insegnare ai cani. Cose non da Oliver. Lui vive felice senza strane lezioni, è molto educato e sa comportarsi di natura in ogni situazione (in ristorante, in barca, con estranei, etc.). Oliver si può riassumere negli aggettivi affettuoso, pigro, tonto, timido, goloso e giocherellone. Quest’ultimo in particolar modo. E come da norma di primo arrivato è pieno di attenzioni da parte di tutta la famiglia. Attenzioni che lui ricambia in un modo esagerato ogni qualvolta si ritorna a casa. Di certo però qualche difetto (più o meno trascurabile) non gli manca. Uno di questi è la sua propensione a rosicchiare di tanto in tanto con molta cura e senza troppo farsi vedere l’angolo di un tappeto, un tacco di una scarpa, un caricabatterie, lo stipite di una porta. Il tutto solo e unicamente di proprietà “Paolo Davanzo”. Hi Hi Hi.
Vi presento Valentino. E’ colui il quale si può definire come l’eccezione che conferma la regola. Nel mio precedente post sui matematici, definiti non troppo attivi sessualmente da una recente ricerca americana, avevo sottolineato come a mio avviso esistesse di certo qualche eccezione ai nerds solo numeri, niente sesso e disco dance. Ebbene ecco a voi l’eccezione. Ieri avevo affermato di non conoscerne nessuna, limitandomi a pensare che esistessero, ma – mea culpa – mi sbagliavo. Ventotto anni all’anagrafe, triestino, compagno di classe di mio fratello Giorgio, conosco Valentino dai tempi del liceo. Con lui ho passato diversi inverni a sciare a Pecol e diverse serate danzanti con il DDR. Sebbene infatti non si possa definire un ballerino da pista (il suo movimento del corpo durante il ballo è forse più simile ad un uomo che tenta di togliersi un enorme ragno da sotto la camicia, LOL) è un mago del tappeto luccicante, il DDR. Fanatico della Dance Dance Revolution (DDR appunto), Valentino Tosatti (per gli amici Vale) allo scadere del conto alla rovescia che fa partire la musica ed apparire le frecce sullo schermo, parte a qualunque ritmo di gioco e non c’è flamenco o rock’n'roll che lo freni. Più frecce scorrono sul monitor più velocemente pigia a ritmo i tasti che si illuminano sulla pedana. Sfidarlo è un’impresa ardua per anche il miglior ballerino. Ci ha provato una studentessa del MIT. Il risultato è immaginabile: “The Humidifier” (letteralmente “l’umidificatore”), così è stato soprannominato Valentino dai giornali americani, ha stracciato sulle note di “We Are the Champions” dei Queen l’impavida concorrente. Vedere per credere. Oltre alla dance revolution, Valentino è un appassionato di sport: sci e bici in particolare. Laureato all’Università Normale di Pisa, svolge il dottorato di ricerca presso l’Harvard University. “Abile” anche con le donne – da quando lo conosco io è sempre stato fidanzato. Attualmente la sua compagna è una ragazza cinese. Come l’ha conosciuta? Imparando il cinese naturalmente. Oltre all’inglese, francese, tedesco, parla correttamente anche quello (e conose più di 500 idiogrammi!). La sua professione? Matematico naturalmente…
Io non sono cattolico. Sono stato educato per oltre dieci anni presso istituti cattolici, dall’asilo Montessori sino alle medie in collegio. La mia maestra era una suora. Tante suore. Troppe. Per un decennio ci hanno provato, ma con me non deve aver funzionato qualcosa. Il risultato è diverso da quello che molti si aspettavano. Non condivido le ideologie della chiesa cattolica ma le rispetto. Questo e altro l’ho imparato: il rispetto prima di tutto. Il rispetto non è ossequio, deferenza, riverenza. E’ attenzione e riguardo per le persone, le istituzioni e le cose. E’ la prima categoria d’ogni forma educativa. Se non lo si impara in maniera razionale lo si può apprendere con un po’ di buon senso. Il buon senso, al giorno d’oggi, non dilaga. “E l’Aids non si vince con preservativi“: frase esempio di mancanza di buon senso e di rispetto nei confronti di chi di Aids muore. Il rispetto, a mio parere, per essere tale deve esistere in entrambi i sensi. Se ciò non avviene, non può esistere una comunità che si rispetti reciprocamente. Chi non porta rispetto non è rispettabile.
In Italia non siamo abituati a considerare parole dette dal papa come una mancanza di rispetto (anzi!), in Francia riescono a buttarla sul ridere, e nel resto d’Europa qualcuno ancora un po’ di buon senso riesce ad averlo. Ritengo vero che “un uomo è tanto più rispettabile quante più sono le cose di cui si vergogna” (cit.). Secondo voi quest’uomo si vergogna? Secondo me no.
PS: Dieci anni di educazione cattolica non sono serviti nemmeno a mio fratello. Che non sia ora di cambiare metodo?
La droga fa male. Questa è l’unica verità riconosciuta da tutti alla 5° Conferenza Nazionale sulle droghe, organizzata dalla Presidenza del Consiglio, e terminata da poche ore. Trieste, per tre giorni, dal 12 al 14 marzo, ha accolto oltre 1200 persone, tra politici, operatori del settore, giornalisti e delegati provenienti da ogni parte dello Stivale. Tutti a Trieste, tutti (o in parte) a spese del Governo (pranzo incluso) e tutti (o quasi) a dire che la droga fa male. Il tutto, come ovvio in Italia, non senza polemiche: mentre da un lato il Sottosegretario Giovanardi, personaggio fulcro dell’evento, amministrava i lavori tra il Teatro Verdi e la Stazione Marittima, dall’altro associazioni “non troppo d’accordo con la linea dettata dalla legge Giovanardi-Fini” organizzavano “L’Altra Trieste”, summit parallelo di protesta ma con anche qualche proposta. Dunque, chi al Verdi (“drogarsi non è un diritto”), chi al Miela (“ognuno è libero di fare quello che vuole della propria persona”), tutti a parlare di droga e del fenomeno della tossicodipendenza.
Alla mia prima pratica in questo settore, fino ad oggi da me poco approfondito e con alle spalle una sola rara esperienza di una bonga (ringrazio il mio amico MG, LOL!) ai tempi delle trasferte di vela, mi sono occupato di riportare, con puntuale (o meno) attenzione, per l’agenzia di stampa Italpress, gli eventi accaduti durante il dibattito. Il mio compito era di riassumere, di volta in volta, in 10/15 righe (questa la lunghezza di una notizia di agenzia) i fatti e le dichiarazioni dette dai vari esponenti che si alternavano sul palco. Nessun opinione giornalistica di tipo personale, solo la cronaca dei fatti. Un lavoro diverso dal solito, in un campo nuovo. Da un lato, posso dire di certo che è stata un’ottima esperienza, intrapresa nel vivo del giornalismo politico, dove per raccogliere una dichiarazione “fuoriprogramma” bisogna far capriole e dar spintoni (v. foto sotto), lottando come un karateka contro bodyguard e colleghi armati di microfoni, telecamere e fasci di luce abbagliante.
Da un altro punto di vista, un po’ per la quantità e la lunghezza di interventi di carattere politico e/o scientifico e un po’ perchè il mio ruolo era di riportare i fatti a mò di stenografo, in tre giorni mi sono a volte annoiato. Il bilancio resta comunque positivo, sia come esperienza che come ricchezza di contenuto. Per quanto riguarda il dibattito vero e proprio, beh! – a mio dire – al momento, rimane tale. Ossia parole: ascoltate, scritte, ri-scritte e inviate a tutti. Si spera, come sempre, che a queste seguano i fatti.
PS1: Questa la dichiarazione di Gianfranco Fini a seguito della domanda della collega giornalista di Tele4 Chiara Paduano sul fatto di una decisione riguardo alla leadership della PDL in FVG: ” A parte che non sarei in grado di risponderle credo – ha detto Fini – che qui, come è giusto anche in altre regioni, bisogna attendere altri 15 giorni”.
L’ultimo saluto
Inizio con il salutare una persona. Una persona a me cara. Una persona che in poco tempo mi ha dato tanto. Che ha saputo ascoltarmi, credere nelle mie idee ed aiutarmi fin dal principio. Una persona stimata da molti, alcune volte contestata ed incompresa per alcune sue idee. Idee che, con il passare degli anni, si sono spesso dimostrate geniali. Una persona che ha dato tanto e che in vita mia ho avuto l’onore e la fortuna di conoscere ed apprezzare. A te, cara Ondina, il mio saluto affettuoso. Riposa in pace.
Per non essere da meno
Voltando pagina e proseguendo il mio post rivolgo a tutti i miei auguri. Auguri per cosa? vi chiederete…Bhè non avendolo fatto prima lo faccio adesso e via. Faccio i miei auguri di Natale, di Capodanno, di Carnevale, di Festa della donna e di Compleanno a chi, dal 1 novembre (data del mio ultimo post) fino ad oggi, ha festeggiato il suo genetliaco. Assolta questa doverosa pratica istituzionale, di seguito il punto della situazione. Come accade di consueto nei lunghi periodi, ogni giorni di cose ne sono successe tante. Vediamo di fare chiarezza.
Il giro di boa
Dopo le ferie estive dell’anno scorso nulla è più come prima. I Cittadini per il Presidente, orfani del Presidente, continuano la loro azione politica in Regione. Uniti all’Italia dei Valori, più per una scelta pratica che ideologica (un gruppo con soli due eletti non è un gruppo in Regione) nel nome di Cittadini-Italia dei Valori hanno di fatto girato pagina sulle vicende interne, scegliendo in maniera autonoma sul da farsi. “Una Regione in Comune”, associazione madre di tutte le liste civiche regionali (quella che ha la cassa per intenderci) ha avuto non poche polemiche da affrontare. Polemiche sollevate anche dai Cittadini per Trieste. I perché sono tanti. Uno tra tutti la totale mancanza di presa in considerazione della lista locale, senza la quale nessuno ora avrebbe un ufficio nel palazzo di Piazza Oberdan. Il tempo passa, e le cose cambiano. Uberto Fortuna Drossi, persona da me sempre stimata, a seguito di motivi strettamente personali (lavorativi e non solo) ha scelto di lasciare il posto di presidente per dedicarsi ad altre attività a lui care, una fra tutti l’Area Metropolitana (nome fino ad oggi noto ai pochi, ma che di certo – ne sono sicuro – Uberto riuscirà a comunicare a molti). Il passaggio di testimone di Uberto, il dialogo disinteressato con la Regione, la mancanza di una colonna fondamentale della lista (Ondina Barduzzi), hanno di fatto abassato gli spiriti del gruppo. Un gruppo che però continua a vivere, ha diversi consiglieri nelle circoscrizioni, un attivissimo consigliere comunale (quel con la barba, il buon Roberto Decarli) e la presidenza e un assessore della Provincia di Trieste. Il futuro è di certo poco roseo, attualmente nessuno sa il da farsi ed ognuno fa il suo. L’importante è che lo faccia bene, il resto si vedrà.
Pan di sudore ha gran sapore
Aldilà degli aspetti di vita politica ed impegno per la mia città, negli ultimi mesi, come prima anche adesso, mi sono occupato del mio lavoro. La Repubblica, Louis Vuitton, Il Giornale della Vela e Mascalzone Latino sono la causa (nel senso buono) del mio essere impegnato. Nel mese di febbraio un volo di oltre venti ore mi ha proiettato in Nuova Zelanda, più precisamente ad Auckland, dove ho seguito quotidianamente le regate con gli equipaggi di Coppa America. Ottima esperienza, tanta gente, bel tempo (lì è estate) e..si, l’acqua del water gira in senso contrario. Nessuna vacanza, né a Natale né a Capodanno, febbraio estivo dall’altra parte del mondo, marzo è già a metà…il tempo è volato, ma molte sono state e sono le soddisfazioni.
Come si intuisce dal titolo, sto lavorando molto! Purtroppo a causa dei miei continui impegni lavorativi, per i quali – ci mancherebbe – non mi lamento affatto, non sono riuscito in questi ultimi mesi ad aggiornare il blog. Mi scuso!
Volendo riassumere questo lasso di tempo posso dirvi di aver iniziato l’estate lavorando come istruttore di vela, impiego per il quale ogni anno cerco di ritagliarmi un po’ di spazio – sempre meno, con rammarico – tra lo studio e il mio lavoro di pr. Le mie giornate si svolgevano sotto il caldo sole di Grado, insegnando lo sport della vela ai bambini dai 6 ai 12 anni d’età, ed alternando i miei insegnamenti a qualche invio di comunicato stampa, update di siti internet ed organizzazione di interviste a Milano, azioni necessarie per non restare indietro con il mio impiego nel team di Mascalzone Latino. A fine agosto sono riuscito, come d’incanto, a prendermi una settimana di pausa e a godermi una piccola crociera con le mie sweet ladies: Martina e la mia barca (Sweet Lady il suo nome). Temerari più che mai si sono aggiunti al nostro viaggio gli immancabili amici Marco e Silvia con i quali abbiamo fatto rotta verso l’Istria e le isole della Dalmazia. Sei (dico 6) giorni sono volati e senza nemmeno accorgermene è arrivato settembre. Al rientro, nonostante mi fossi portato dietro il pc anche in vacanza (sigh!) mi sono ritrovato una notevole mole di lavoro da portare a termine e ho cominciato i nuovi corsi all’Università. Arrivato l’autunno sono riuscito a sottoscrivere nuovi contratti lavorativi per il periodo di Barcolana, che sebbene mi abbiano impegnato molto, mi hanno dato grandi soddisfazioni. In più si è aggiunta una nuova esperienza lavorativa come giornalista per Repubblica. Sebbene il lavoro abbia preso la stragrande maggioranza del mio tempo, ho seguito con attenzione ed impegno i problemi cittadini ed i lavori del mio Consiglio Circoscrizionale, rallentati come da routine dalle ferie estive dei consiglieri. Non ci sono state mozioni o accadimenti che mi vengano in mente degni di nota in particolar modo, Trieste è eccezionale da questo punto di vista: si puo’ fermare l’orologio di qualche mese e far ripartire il tempo delle mie brevi informazioni che non si sente più di tanto la differenza…Di rilievo però c’è stato l’altra settimana l’incontro con il Sindaco al quale vorrei dedicare un post apposito nei prossimi giorni. Per quanto riguarda Cittadinanzattiva Trieste e i progetti in corso come la mostra dei disegni del rione e i mercatini d’artigianato vi annuncio che è prevista una riunione a fine mese per delineare gli ultimi aspetti e completare i progetti in essere. Finalmente aggiornato! torno al lavoro , a presto.
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