
Da oggi Poste Italiane lancia la prima fase del riordino dei cap, che riguarderà l’intera Emilia Romagna, eccetto Bologna, Pesaro tre province pugliesi, Alessandria, Trento, Trieste, Palermo e Roma. I vecchi codici rimarranno validi ancora per sei mesi, convivendo con quelli nuovi, ma dalla fine di settembre saranno cancellati.
A Trieste i cambiamenti riguardano Basovizza, Santa Croce, Grignano e Prosecco; queste le modifiche in dettaglio:
la zona cap 34012 (Basovizza) diventa 34149
la zona cap 34014 (Santa Croce, Grignano) diventa 34151
la zona cap 34017 (Prosecco) diventa 34151
“Le aggiunte e gli accorpamenti di zone rispondono all’esigenza di seguire i cambiamenti dell’urbanizzazione, ma soprattutto di rendere più efficiente lo smistamento della corrispondenza come previsto dal contratto di servizio” - dicono le Poste. E noi gli crediamo? Un dubbio puo’ sorgere constatando che ora per avere il nuovo elenco dei cap italiani bisognerà pagare. Sebbene le Poste evidenzino come tale operazione di riordino sia fatta in sostanza per il bene della comunità (la loro ndr), di certo avrà una ricaduta positiva sulle casse dell’azienda. Un tempo infatti gli archivi cap erano gratuiti e disponibili sul sito delle Poste e negli uffici postali, oggi invece sono in vendita. Due le versione dei cd-rom con il databse: una destinata agli utenti privati al prezzo di 6,90 euro (4,90 euro la copia cartacea), l’altra per gli utenti professionali al prezzo variabile dai 1000 ai 5000 euro a seconda dell’uso interno o commerciale del programma e del livello di aggiornamento scelto, da 1 a 3 anni. Il tutto ovviamente più i.v.a. e da aggiornare ogni anno, visto che ora i cap verranno modificati ogni 12 mesi. I cittadini dubbiosi o quantomeno inca…ti possono firmare qui la petizione per la liberalizzazione degli archivi cap.











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