Monthly Archive for marzo, 2009

Fortuna Drossi: “Trieste Città Metropolitana”

Uberto Fortuna Drossi

Segnalo un’interessante intervista su Bora.la di Uberto Fortuna Drossi. Nell’intervista Uberto traccia le linee del progetto che andrebbe a sostituire e assumere le competenze dei Comuni di Trieste, Dolina, Muggia, Sgonico-Zgonik, Monrupino-Repen e Duino-Aurisina, della Provincia di Trieste e dell’Autorità Portuale. Per leggere l’intervista cliccate qui.

Trieste, Poste Italiane aggiorna i CAP e ci guadagna

poste

Da oggi Poste Italiane lancia la prima fase del riordino dei cap, che riguarderà l’intera Emilia Romagna, eccetto Bologna, Pesaro tre province pugliesi, Alessandria, Trento, Trieste, Palermo e Roma. I vecchi codici rimarranno validi ancora per sei mesi, convivendo con quelli nuovi, ma dalla fine di settembre saranno cancellati.
A Trieste i cambiamenti riguardano Basovizza, Santa Croce, Grignano e Prosecco; queste le modifiche in dettaglio:

la zona cap 34012 (Basovizza) diventa 34149

la zona cap 34014 (Santa Croce, Grignano) diventa 34151

la zona cap 34017 (Prosecco) diventa 34151

“Le aggiunte e gli accorpamenti di zone rispondono all’esigenza di seguire i cambiamenti dell’urbanizzazione, ma soprattutto di rendere più efficiente lo smistamento della corrispondenza come previsto dal contratto di servizio” -  dicono le Poste. E noi gli crediamo? Un dubbio puo’ sorgere constatando che ora per avere il nuovo elenco dei cap italiani bisognerà pagare. Sebbene le Poste evidenzino come tale operazione di riordino sia fatta in sostanza per il bene della comunità (la loro ndr), di certo avrà una ricaduta positiva sulle casse dell’azienda. Un tempo infatti gli archivi cap erano gratuiti e disponibili sul sito delle Poste e negli uffici postali, oggi invece sono in vendita. Due le versione dei cd-rom con il databse: una destinata agli utenti privati al prezzo di 6,90 euro (4,90 euro la copia cartacea), l’altra per gli utenti professionali al prezzo variabile dai 1000 ai 5000 euro a seconda dell’uso interno o commerciale del programma e del livello di aggiornamento scelto, da 1 a 3 anni. Il tutto ovviamente più i.v.a. e da aggiornare ogni anno, visto che ora i cap verranno modificati ogni 12 mesi. I cittadini dubbiosi o quantomeno inca…ti possono firmare qui la petizione per la liberalizzazione degli archivi cap.

Vivere soli, morire soli

suicidio

Trieste da molto tempo è in vetta alla classifica di due tristi primati: il numero di famiglie composte da UN solo componente ed il numero di suicidi. Due aspetti spesso collegati tra loro: solitudine e morte. Vivere soli, morire soli. La morte cercata volontariamente da un suicida mette a nudo il problema stesso del senso della vita, che per alcuni è  un dono e per altri un compito, un bene di consumo, che si usa e si può’ gettare a piacimento. Difficile da credere se si pensa al livello di qualità della vita che porta la nostra città ai vertici delle graduatorie nazionali (6° posto nel 2008). Una controversia logica che regola la surreale vita triestina. Negli ultimi dieci anni, seppur sia ancora da considerarsi grave la situazione, il fenomeno è andato visibilmente diminuendo; merito della prevenzione che dal 1996 è attiva sul territorio grazie soprattutto al Dipartimento di salute mentale. L’Istat rivela però che la nostra città è al 4° posto nazionale per numero di suicidi/ogni centomila abitanti. Il podio è composto da Vercelli (1°), Sondrio (2°) e Savona (3°). Inutile e triste dirlo, nel Friuli Venezia Giulia il capoluogo Giuliano non ha rivali: le altre provincie si attestano su valori equivalenti alla metà o poco via. Da rilevare inoltre come, nonostante Trieste abbia un indice di vecchiaia più alto sia rispetto a quello regionale sia a quello nazionale, il numero di suicidi è maggiore nella popolazione tra i 25 e i 44 anni. Dati alla mano c’è di che riflettere.

“L’Onda giusta” degli studenti triestini

La vocale li smaschera subito. Bastano pochi minuti di video per capire che chi parla è uno studente di Trieste.  Il filmato sopraembeddato presenta infatti un servizio di Report (22/03/09) sul buon metodo degli studenti triestini impegnati a risolvere la carenza delle “ripetizioni” causata dai recenti tagli del Governo. Di fatto, se  le scuole dopo la chiusura del primo quadrimestre hanno l’obbligo di avviare i corsi di recupero per gli studenti che non hanno raggiunto la sufficienza, la Scuola italiana, che già da un pò ha cominciato a perdere il suo smalto, non ha i fondi necessari per permetterlo.  Alcuni se la cavano senza insufficienze, altri (i più) sono dunque costretti a ricorrere all’insegnante privato, spendendo dai 30 ai 40 euro l’ora. Impossibile al giorno d’oggi. E allora l’UDS (Unione degli studenti di Trieste) ha tempo fa lanciato le ripetizioni low-cost a due euro l’ora. Le lezioni sono impartite da altri studenti per gli studenti e l’intero ricavato è destinato a finanziare le attività dell’Associazione. Cliccare per credere. E poi dicono che gli studenti sono fannulloni. Ma va va… A questi ragazzi vanno i miei complimenti per l’ottima iniziativa! Se fossi ancora al liceo molto probabilmente diventerei un tra i maggior azionisti: due euro in chimica, due euro in latino, due euro in matematica, due euro in fisica, due euro in inglese…

Rigassificatore, un seminario il 25 marzo

Rigassificatori Convegno

Vi invito a venire domani, venerdì 25 marzo, alle ore 10 presso l’aula magna della Scuola di lingue in via Filzi 14 a Trieste.

Il dibattito sui rigassificatori coinvolge da anni la maggior parte d’Italia, dal Friuli Venezia Giulia alla Sicilia. Nelle aree in cui è proposta la realizzazione di un rigassificatore (ad esempio Trieste, Livorno, Brindisi, Porto Empedocle, ecc.), si sono formati due fronti opposti: da un lato il “SI’”, che rivendica I benefici economici, il “basso impatto ambientale” e la sicurezza degli impianti di rigassificazione; dall’altro il “NO”, che recrimina contro i danni  all’economia locale (ad esempio il turismo), l’elevato impatto ambientale e la possibilità di incidenti con conseguenze catastrofiche. Gli argomenti da entrambi i lati sono numerosi ma non sempre basati su informazioni complete o accurate. Lo scopo di questo seminario è quello di analizzare alcuni degli argomenti principali nel dibattito sulla sicurezza dei rigassificatori e delle navimetaniere, al fine di identificare i veri rischi, che devono essere valutati attentamente, e di separarli daimiti, che invece creano timori infondati nella popolazione. Il seminario darà una breve descrizione delle componenti principali e dei principi di funzionamento di rigassificatori (sia onshore che offshore) e navimetaniere, per poi passare all’analisi degli argomenti legati ai rischi derivanti dall’operazione dei rigassificatori e delle metaniere, sulla base dell’esperienza del relatore nella valutazione dei rischi e delle conseguenze di incidenti in un rigassificatore

INFORMAZIONI: Prof. E. Nobile – nobile@units.it

Crescere rosicchiando

Oliver rosicchia una scarpa Oliver ha 8 mesi di vita

Sono passati otto mesi da quando Oliver è nato. In questo tempo non ha imparato niente. E’ giusto così. Lui sa fare le cose sue. Lo stretto necessario. Non sa fare nulla del tipo dare la zampa, riportare un oggetto, stare al passo, etc. Cose che umani-allevatori decidono per loro divertimento/utilità di insegnare ai cani. Cose non da Oliver. Lui vive felice senza strane lezioni, è molto educato e sa comportarsi di natura in ogni situazione (in ristorante, in barca, con estranei, etc.). Oliver si può riassumere negli aggettivi affettuoso, pigro, tonto, timido, goloso e giocherellone. Quest’ultimo in particolar modo. E come da norma di primo arrivato è pieno di attenzioni da parte di tutta la famiglia. Attenzioni che lui ricambia in un modo esagerato ogni qualvolta si ritorna a casa. Di certo però qualche difetto (più o meno trascurabile) non gli manca. Uno di questi è la sua propensione a rosicchiare di tanto in tanto con molta cura e senza troppo farsi vedere l’angolo di un tappeto, un tacco di una scarpa, un caricabatterie, lo stipite di una porta. Il tutto solo e unicamente di proprietà “Paolo Davanzo”. Hi Hi Hi.

Il tappeto persiano rosicchiato L'angolo del tappeto persiano rosicchiato

La scarpa rosicchiata
La porta rosicchiata
Il rovescio di un tappeto rosicchiato

Tutta colpa di Xenu l’extraterrestre

Xenu

Da sempre Trieste è un centro cosmopolita, in cui convivono razze e religioni diverse. Di quest’ultime ne conto almeno dieci: Cattolica, Evangelica, Ortodossa, Ebraica, Islamica, Avventista, Chiesa di Cristo, Testimoni di Geova, Chiesa di Gesù Cristo dei S.V.G. e Buddhista. Da un paio di giorni però se ne è aggiunta una nuova, l’undicesima: Scientology. Definire Scientology non è un’impresa facile, dipende molto da chi e da come la si vuole intendere. Di certo, sebbene anche questo risulti oggetto di controversie, essa non è – per lo Stato italiano – una religione, né un Ente di culto. Basandomi sul principio da me condiviso che ognuno è libero di credere in quello che vuole e gestire come vuole la propria fede di culto, ritengo che al di là della mera definizione di “religione” data o meno ad un movimento dallo Stato (chi definisce che cosa è una religione?), Scientology risulti una filosofia totale, studiata nel minimo dettaglio e tesa ad esercitare un forte controllo su ogni sfera dell’esistenza dell’individuo.
Creata nel 1950 dallo scrittore di fantascienza americano L. Ron Hubbard, e inizialmente nota come Dianetics, “Scienza Moderna della Salute Mentale”, assunse la dicitura Scientology e l’autodefinizione di chiesa nel 1954, quando vennero inglobati aspetti spirituali non previsti da Dianetics. Hubbard narra che nei suoi viaggi extracorporei per l’universo avrebbe scoperto che i guai degli esseri umani odierni deriverebbero da una punizione inflitta all’umanità 75 milioni di anni fa da Xenu, un crudele governatore della galassia: per limitare la popolazione e accrescere il suo potere, Xenu ordinò ai suoi ufficiali di catturare milioni di esseri da vari pianeti, congelarli e lasciarli riuniti in “grappoli” sulla Terra. Questi furono incatenati vicino a dieci vulcani ed uccisi per catturare i loro thetan (spirito), quindi vennero sottoposti a 36 giorni di induzione ipnotica con semplici apparecchiature: le induzioni ipnotiche contenevano perversioni sessuali e varie nozioni religiose come la morte in croce di Cristo, per fare in modo che gli spiriti non potessero lasciare la Terra e non ricordassero mai i crimini perpetrati da Xenu. Ma ormai era tardi: scoppiò la rivolta e Xenu venne imprigionato (lo sarebbe tuttora) su un ignoto pianeta. Negli ultimi 75 milioni di anni questi thetan (spiriti) impiantati si sono attaccati a migliaia agli esseri umani, dimenticando i loro infiniti poteri originali che solo seguendo alla lettera le istruzioni di Hubbard potranno recuperare. In questo modo, secondo lo scrittore, i thetan si staccano e possono incarnarsi in altri corpi ed entrare in uno dei giochi della vita (i thetan pensano di essere degli individui solo se incarnati in un corpo: nel mondo in cui viviamo, giacché i thetan hanno dimenticato la loro autentica identità spirituale, essi credono di essere soltanto dei corpi).
Sebbene curiosa ed a mio avviso anche divertente, risulta una storia alquanto impressionante agli occhi di uno come me che da neofita la legge per la prima volta. Ad ogni modo tralasciando il come e il perché un singolo individuo dovrebbe o meno crederci, è di certo sorprendente scoprire la quantità e particolarità di dettagli che Hubbard ha pensato per ogni suo aspetto e di come lui e le sue idee si sono dimostrati seducenti. Al giorno d’oggi, la struttura di Scientology si basa su una scala piramidale, alla base di questa vi sono gli Auditor del Campo che sono i singoli ministri della religione che lavorano autonomamente o in gruppi, sopra di essi vi sono le Missioni le quali hanno come chiesa madre la Scientology Mission International (SMI) che si trova all’interno della Chiesa di Scientology Internazionale. Al più alto livello della gerarchia ecclesiastica vi è il Religious Technology Center (RTC) che è il detentore dei marchi commerciali e di impresa di Dianetics e Scientology. Quello che Scientology offre ai suoi adepti è sostanzialmente la partecipazione a corsi e a procedimenti di auditing di livello sempre più avanzato e di costo sempre più elevato, allo scopo di liberarli dai traumi delle vite precedenti ed aiutarli a raggiungere lo “stato di Clear” (libero) e successivamente (pagando) liberare il thetan dagli influssi negativi di entità extraterrestri, e riportarlo allo stato originale di onnipotenza, cioè di Thetan Operante (OT). Il tutto ha inizio da un test gratuito sulla personalità e continua (pagando) con i corsi di auditing (parlare ed essere ascoltati) nei quali viene utilizzato l’E-Meter, apparecchio che ricorda una rozza macchina della verità e si dice sia in grado di localizzare la “massa mentale” e le “aree di sofferenza”. Per trovare tutto ciò a Trieste è sufficiente telefonare al cell 349-2620403 o recarsi in via Gatteri 29, al piano terra in un locale con vetrine (alquanto sporche) sul lato strada. Il responsabile è Lorenzo D’Andrea, impiegato nelle ferrovie, giunto in Scientology dopo aver letto il libro “Dianetics: la forza pensiero sul corpo” ed “aver scoperto che era applicabile alla vita”. Alla domanda in che cosa ti ha dato successo Scientology, D’Andrea, sul suo sito dedicato, risponde: “Ho imparato a comunicare con le persone e a farmi comprendere. Ho imparato a risolvere le cose che mi impedivano di essere felice.” In città circa centodieci triestini frequentano il centro di via Gatteri, in regione oltre a Trieste, Scientology ha sede  a Gorizia in via Manzoni 10 e a Pordenone in via Dogana 19. A Pordenone vi è anche un asilo, tempo fa oggetto di controversie relative agli insegnamenti impartiti ai bambini, poi replicate dal responsabile Flavio Bagnariol.  Per cercare uno scientologist e capire se il vostro vicino di casa crede o meno nella storia dell’extraterrestre Xenu potete cliccare qui, dove sono raccolti oltre 16 mila adepti. Se qualche scientologist locale, leggendo il mio post, si sentisse in dovere di dire qualcosa è il benvenuto, in caso intenda (ma non c’è motivo in questo caso) nei miei confronti seguire il dogma di Hubbard “Non difendetevi mai. Attaccate sempre”, sappia che in mia difesa chiamerò il Capitano Kirk.

Note: Per la stesura di quest’articolo mi sono servito di fonti quali Wikipedia, Scientology.it, Allarme Scientology

Valentino, the humidifier dancer

Valentino DDR

Vi presento Valentino. E’ colui il quale si può definire come l’eccezione che conferma la regola. Nel mio precedente post sui matematici, definiti non troppo attivi sessualmente da una recente ricerca americana, avevo sottolineato come a mio avviso esistesse di certo qualche eccezione ai nerds solo numeri, niente sesso e disco dance. Ebbene ecco a voi l’eccezione. Ieri avevo affermato di non conoscerne nessuna, limitandomi a pensare che esistessero, ma – mea culpa – mi sbagliavo. Ventotto anni all’anagrafe, triestino, compagno di classe di mio fratello Giorgio, conosco Valentino dai tempi del liceo. Con lui ho passato diversi inverni a sciare a Pecol e diverse serate danzanti con il DDR. Sebbene infatti non si possa definire un ballerino da pista (il suo movimento del corpo durante il ballo è forse più simile ad un uomo che tenta di togliersi un enorme ragno da sotto la camicia, LOL) è un mago del tappeto luccicante, il DDR. Fanatico della Dance Dance Revolution (DDR appunto), Valentino Tosatti (per gli amici Vale) allo scadere del conto alla rovescia che fa partire la musica ed apparire le frecce sullo schermo, parte a qualunque ritmo di gioco e non c’è flamenco o rock’n'roll che lo freni. Più frecce scorrono sul monitor più velocemente pigia a ritmo i tasti che si illuminano sulla pedana. Sfidarlo è un’impresa ardua per anche il miglior ballerino. Ci ha provato una studentessa del MIT. Il risultato è immaginabile: “The Humidifier” (letteralmente “l’umidificatore”), così è stato soprannominato Valentino dai giornali americani, ha stracciato sulle note di “We Are the Champions” dei Queen l’impavida concorrente. Vedere per credere. Oltre alla dance revolution, Valentino è un appassionato di sport: sci e bici in particolare. Laureato all’Università Normale di Pisa, svolge il dottorato di ricerca presso l’Harvard University. “Abile” anche con le donne – da quando lo conosco io è sempre stato fidanzato. Attualmente la sua compagna è una ragazza cinese. Come l’ha conosciuta? Imparando il cinese naturalmente. Oltre all’inglese, francese, tedesco, parla correttamente anche quello (e conose più di 500 idiogrammi!). La sua professione? Matematico naturalmente…

La matematica rende ciechi

nerds
Dura la vita del matematico. Una vita dedicata ad una passione che spesso conduce ad una semi emarginazione involontaria dal resto della società. Il matematico “tipo”, infatti, passa gran parte delle sue giornate sui numeri o evoluzioni – a noi umani incomprensibili – di quest’ultimi e, raramente, viene immaginato come un abile sportivo o amante della disco. Non per questo, non esistono delle eccezioni. Io non ne conosco, ma mi piace pensare che esistano. Non puo’ essere che così. Di certo, nell’immaginario globale della gente lo stereotipo del matematico viene inserito nella categoria più lontana dal gentil sesso. La realtà, in questo caso, non è distante dalla fantasia. Il matematico è vergine. O meglio: l’83% dei matematici sono vergini. Più precisamente: l’83% dei matematici iscritti al Wellesley College sono ancora vergini. Una recente statistica americana svolta nel Maryland, nel college soprascritto, riporta infatti come oltre tre quarti degli iscritti alla facoltà di matematica risultino ancora illibati.
E’ altresì curioso vedere nel grafico come gli studenti di arte siano i più attivi, sessualmente parlando.

Grafico verginità Qui sopra riporto la statistica raffigurante sull’asse verticale (lascio ai matematici la parola “ordinate”) la percentuale di verginità, mentre su quella orizzontale le facoltà presenti nell’ateneo. Di certo questi dati fanno sorridere ed oltre a non aumentare il livello di reputazione in termini di prestazione sessuale per chi studia matematica, sottolineano come in America persista un interesse, quasi un’ossessione, sui comportamenti sessuali dei giovani. Lascia comunque il tempo che trova il risultato di tale ricerca, se non altro per l’ambigua 5° posizione assegnata agli informatici! Ad ogni modo, se così fosse, si deduce che  “la matematica rende ciechi”, lascio a voi immaginare il perché.

PS: Chimica e Biochimica viaggiano in parallelo ma paiono meno “nerds” …

Non est fas respicere

Joseph Ratzinger

Io non sono cattolico. Sono stato educato per oltre dieci anni presso istituti cattolici, dall’asilo Montessori sino alle medie in collegio. La mia maestra era una suora. Tante suore. Troppe. Per un decennio ci hanno provato, ma con me non deve aver funzionato qualcosa. Il risultato è diverso da quello che molti si aspettavano. Non condivido le ideologie della chiesa cattolica ma le rispetto. Questo e altro l’ho imparato: il rispetto prima di tutto. Il rispetto non è ossequio, deferenza, riverenza. E’ attenzione e riguardo per le persone, le istituzioni e le cose. E’ la prima categoria d’ogni forma educativa. Se non lo si impara in maniera razionale lo si può apprendere con un po’ di buon senso. Il buon senso, al giorno d’oggi, non dilaga. “E l’Aids non si vince con preservativi“: frase esempio di mancanza di buon senso e di rispetto nei confronti di chi di Aids muore. Il rispetto, a mio parere, per essere tale deve esistere in entrambi i sensi.  Se ciò non avviene, non può esistere una comunità che si rispetti reciprocamente. Chi non porta rispetto non è rispettabile.
In Italia non siamo abituati a considerare parole dette dal papa come una mancanza di rispetto (anzi!), in Francia riescono a buttarla sul ridere, e nel resto d’Europa qualcuno ancora un po’ di buon senso riesce ad averlo. Ritengo vero che “un uomo è tanto più rispettabile quante più sono le cose di cui si vergogna” (cit.). Secondo voi quest’uomo si vergogna? Secondo me no.

PS: Dieci anni di educazione cattolica non sono serviti nemmeno a mio fratello. Che non sia ora di cambiare metodo?