Assistiamo, tristemente, ancora una volta ad un episodio di mala politica: i recenti fatti, appresi dalla stampa locale, che vedono coinvolti alcuni amministratori ed esponenti politici di Partiti a tutti ben noti.
Ritengo inaccettabile che si verifichino tali episodi, già noti e di per se scandalosi al Parlamento italiano ora anche nei consigli e nelle amministrazioni della nostra Regione e Provincia. Come possono fare le leggi, persone che le leggi le infrangono e per questo vengono condannate?! E’ parodossale.
Ritengo sia etico da parte di amministratori condannati dimettersi dai loro impieghi pubblici, ma a nessuno questo sembra interessare, e infatti tutto tace. Ai Partiti si vede non interessa appunto, oppure, come sembra, non intendono difendere la morale nei confronti di chi la legge la rispetta.
Come Cittadini abbiamo sempre incentrato l’etica e la trasparenza nella nostra politica di Lista Civica, siamo stati gli unici a presentare agli elettori nelle recenti elezioni regionali un documento denominato “lista pulita” nel quale i candidati sottoscrivevano di non avere carichi pendenti e di non essere stati mai sottoposti a misure di prevenzione e non essere a conoscenza di procedimenti penali a proprio carico.











Complimenti Nicola per la moralità che ti guida in politica che è cosa purtroppo sempre più rara e bravo per l’impegno che metti al servizio della tua comunità… sono sicuro che farai molta strada!
Ciao e a presto…in quel di Trieste!
non condivido. questa non è moralità, è populismo caro corazza. anch’io, come immagino la stragrande maggioranza dei cittadini, ritengo che i criminali vadano considerati ineleggibili, quindi non candidabili. tuttavia, esistono reati penali di diverso genere. un’ipotesi che mi balza alla mente è la guida in stato di ebbrezza: un tasso pari a 0.51 è un reato perseguito penalmente. basta questo per considerare un candidato ineleggibile? aggiungo. un cittadino deve considerarsi e deve essere considerato innocente finché la sentenza non passa in giudicato. qui invece si chiedono dimissioni anticipate, per un qualunque avviso di garanzia…. mi pare preoccupante, perché così sì che istigano i giudici a fare politica (tesi non mia, ma dei principali politologi italiani da romano a pasquino e via discorrendo). concludo. il terzo punto riguarda la pena inflitta: una volta scontata, non vedo perché un cittadino debba essere escluso dal mondo politico. se ha commesso un errore e per esso ha pagato, ritengo vada considerato pienamente reintegrato e riabilitato, pertanto assolutamente candidabile ed eleggibile.
Io credo che esistano due linee di giudizio popolare: quella legata alla legge in sè, che permette al cittadino 3 gradi d’appello e quella morale dei cittadini che con il loro voto hanno dato FIDUCIA a queste persone.
In aggiunta è utile al fine della 2^ linea di giudizio, quella morale del cittadio, “pesare” i motivi di una condanna: esistono quelli legati alla mafia, al falso in atto pubblico alle tangenti etc…e quelli legati al buco sull’asfalto dove la vecchietta inciampa o via dicendo.
Il mio giudizio di cittadino, che mi porta ad esprimere le valutazioni scritte nel mio appello “l’etica non è un optional” proviene dunque da questa linea sopra espressa.
E’ di certo questo l’elemento interessante su cui discutere, ogni intervento è ben accetto.
ed è proprio sulla seconda linea di cui parli che ho incentrato il mio precedente commento.